02. Il primo lungo

Oggi ci attende il lungo. In realtà non un lungo semplice. Oggi ci attende il lungo del lungo. Trenta chilometri di distanza per 1.500 mt di dislivello. Mai fatto prima. Il coach ci ritiene pronti e noi speriamo di non deluderlo. Siamo carichi. Emozionati. Un po’ tesi. Christian sceglie per noi il percorso.

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Partenza dalla Monfenera, direzione Cima Grappa. Tratto iniziale su asfalto, dopo qualche chilometro si prosegue per il sentiero 212 verso cima Mandria e su, sempre più su, fino al Monte Grappa.

Sono le otto. Non è freddo. E’ l’umidità che si fa sentire. Ti penetra dentro le ossa. E’ fastidiosa. Il vento leggero. Sopra sarà sicuramente peggio. Partiamo.

Si comincia con un tratto di asfalto, quello che i ciclisti cavalcano da Pederobba in direzione Cima Grappa, e che ci porta verso il sentiero 212. Per ora tutto ok. Sempre carichi. Tanto carichi. Arriviamo al sentiero. Seguendolo dovremmo arrivare nei pressi di cima Mandria (1482 mt.). Si, dovremmo! Perchè forse nemmeno Cristian ne è tanto sicuro. Passano pochi minuti e la pendenza inizia a farsi sentire. Inizia il bosco. Magico scenario. Con il bosco, però, la pendenza si fa importante e comincia a pesare sulle gambe. Un continuo susseguirsi di scalini e single track troppo impervi per correre.

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Non importa. Li facciamo camminando. Camminiamo ma non molliamo. Lenti, costanti, passo dopo passo. Procediamo e arriviamo a metà del sentiero. A quel punto una straordinaria, inaspettata sorpresa: le trincee. Un continuo groviglio di cunicoli scavati a mano dai soldati. Assolutamente intatti a distanza di cento anni. L’emozione per la sorpresa ci fa dimenticare per un attimo la fatica. Ci regala un sorriso e ci ricorda quello che stiamo facendo insieme. Siamo ancora più carichi. Dopo quasi 2 ore arriviamo al termine del sentiero. Sotto i nostri piedi il monte Palon. Qui il vento si fa più insistente, pungente. Si insinua dentro i cunicoli delle trincee e sembra quasi farle gridare. A tratti lo scenario è inquietante. La nebbia certamente non aiuta. Ma procediamo sempre e finalmente, eccola qua, Cima Mandria. Splendida. Suggestiva.

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La nebbia si è diradata e la cima sembra lì ad attenderci per darci il suo benvenuto offrirci il tempo per un veloce approvvigionamento. Raggiunta Cima Mandria, procediamo lungo il sentiero 152. La salita ci abbandona. Si corre facile. Un bellissimo saliscendi costeggia tutta la cresta sud del Grappa.

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Le gambe sono buone, il cuore sotto controllo, lo scenario fantastico e noi procediamo. Arriviamo a Pian di Bala. Qui non siamo soli. I gruppi di persone che fanno trekking domenicale sono numerosi. Ci si saluta seppur sconosciuti. Bello. Non succede mai camminando per strada. Chissà perchè!?

A Pian dea Bala siamo a 1.381 mt di altitudine. Primo obbiettivo raggiunto. Siamo fuori ormai da tre ore e tutto procede per il meglio. Le indicazioni del coach sono state fondamentali. E ora ne abbiamo ancora per raggiungere cima Grappa. La soddisfazione è grande.

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Dopo mezzora siamo sulla vetta. Il sentiero non era semplice. Con grande sorpresa nostra la difficoltà dipendeva questa volta non dalle pendenze ma dal ghiaccio. Interi tratti di sentiero erano ghiacciati. Difficile mantenere l’equilibrio. Nessun caduto però all’appello. Giunti al rifugio nessuna pausa. Appena il tempo di indossare l’antivento e poi subito pronti per scendere. Ed ecco, a questo punto, la fatica. La corsa si fa pesante. Dieci chilometri in più rispetto ai venti ai quali siamo abituati sembrano ora infiniti. E’ il pensiero di tutti e tre. Lo sappiamo bene anche se nessuno parla. Basta guardarsi negli occhi per capirlo. Ma la voglia di terminare l’allenamento è troppa. Il desiderio di raggiungere l’obbiettivo pompa adrenalina. Il meteo non concede indugi. Il vento aumenta e scendendo ritroviamo la nebbia che, ora, forse per la stanchezza, sembra ancor più fitta.

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La discesa è lunga. A momenti sembra impossibile averla percorsa in salita. Ma continuiamo. Pesanti. Stanchi. Ma determinati. Ed il pensiero a quel punto torna al coach. I suoi consigli. Procediamo e dopo cinque ore e mezza siamo finalmente fuori dal sentiero. Un sorriso spontaneo esplode in noi. Siamo fuori dal bosco. La cima è ora, veramente lontana. Di nuovo l’asfalto. Agognato e, ora, tanto amato asfalto. Ci siamo quasi. Manca poco alla fine. Gli ultimi chilometri sono difficilissimi. Pesanti. Ma non molleremo di certo ora. Finalmente la macchina. Gioia infinita. 31,58 km, 2278 mt di dislivello, 6 ore. Obbiettivo raggiunto. Grazie coach.

10 Comments

  1. Una sola parola: Bravi!!!

  2. Grandi ragazzi avanti tutta! Che immagini fantastiche!

  3. Grandi ragazzi, in bocca al lupo!!

  4. Tenaci come pochi!!!! Go go go!!!

  5. Belle foto! E bellissima narrazione!

  6. Strafioi!!

  7. Bravi e determinati..
    avanti cosi

  8. nel prossimo post vogliamo anche un breve video!!

  9. Grande coach!

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